Una nuova procedura minimamente invasiva che mira specificamente al nervo basivertebrale, per trattare efficacemente il dolore vertebrogenico cronico alla schiena.
L’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola ha eseguito ieri, 18 marzo 2026, le prime procedure in Italia di ablazione del nervo basivertebrale con sistema Intracept. Si tratta dell’unica opzione terapeutica mininvasiva certificata specificamente per persone che soffrono di dolore vertebrogenico cronico alla schiena.
Le procedure sono state effettuate dal Dott. Jacopo Scaggiante, Neuroradiologo Interventista presso la UOC Diagnostica per Immagini diretta dal Prof. Ettore Squillaci, utilizzando questa tecnologia innovativa che prevede l’ablazione mirata del nervo basivertebrale (BVN) per interrompere la trasmissione dei segnali dolorosi.
Il problema del dolore cronico è estremamente rilevante: in Italia si stima che 9.800.000 persone soffrano di dolore cronico severo, e circa il 30,5% di questi lamenta dolore alla parte inferiore della schiena. Spesso, questo dolore è di origine “vertebrogenica”, causato cioè da sofferenza delle limitanti somatiche vertebrali. I pazienti riferiscono tipicamente un dolore persistente nella parte centrale della schiena che peggiora stando seduti a lungo o con determinati movimenti.
“All’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, l’innovazione tecnologica al servizio del Paziente è una priorità assoluta”, spiegal’Ing. Giovanni Arcuri, Direttore Generale. “Siamo orgogliosi di aver portato per primi in Italia l’ablazione del nervo basivertebrale con dispositivo Intracept. Questa procedura colma un vuoto terapeutico importante: è pensata per quei Pazienti che non trovano sollievo nelle terapie convenzionali ma per i quali la chirurgia spinale maggiore non è indicata. Offriamo loro una soluzione sicura, mininvasiva e che, secondo solidi dati clinici, garantisce un miglioramento duraturo della qualità della vita”.
I vantaggi clinici sono supportati da evidenze significative:
- Il trattamento non richiede interventi chirurgici maggiori o impianti permanenti.
- In studi a lungo termine, il 75% dei pazienti ha riportato un miglioramento duraturo del dolore e della funzionalità con una sola procedura.
- Quasi il 70% dei pazienti è riuscito a riprendere il livello di attività precedente all’insorgenza del dolore.
- I benefici osservati a tre mesi si sono mantenuti per oltre cinque anni in molti pazienti.





