All’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, il 31 ottobre, una giornata di dialogo promossa in collaborazione con AMICI Italia per approfondire i bisogni delle persone con malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa, dalla diagnosi alla cura, e far conoscere i percorsi assistenziali all’interno dell’ospedale.
Nel corso dei saluti istituzionali è stato sottolineato come la qualità della cura non possa prescindere dall’ascolto della persona e dalla capacità di rispondere ai suoi bisogni, che non sono soltanto clinici, ma riguardano anche la quotidianità, le difficoltà e le diverse fasi della vita con una malattia cronica.
Il professor Antonio Gasbarrini, Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, ha richiamato l’importanza di una medicina capace di integrare il progresso scientifico e le nuove opportunità terapeutiche con una visione complessiva della persona. La personalizzazione delle cure non riguarda infatti soltanto la scelta del trattamento più appropriato, ma anche la capacità di considerare le caratteristiche, le aspettative e i bisogni individuali di ogni paziente.
Il dottor Luigi Carbone, Direttore dell’UOC Pronto Soccorso, Medicina d’Urgenza e Medicina Interna, ha sottolineato l’importanza di percorsi diagnostici e assistenziali appropriati e tempestivi all’interno dell’Isola Tiberina, con il coinvolgimento di tutte le figure professionali interessate. La collaborazione tra i servizi permette di seguire il paziente dalla diagnosi al trattamento e ai controlli successivi, anche nelle situazioni di urgenza. Altrettanto importante è il rapporto di fiducia con l’équipe curante, soprattutto nei casi più complessi: spiegare ciò che sta accadendo, ascoltare le preoccupazioni e condividere le scelte aiuta il paziente ad affrontare le cure sentendosi seguito.
La dottoressa Daniela Pugliese, Responsabile UOS Gastroenterologia, ha evidenziato il valore del dialogo diretto con i pazienti, sottolineando come occasioni di incontro come questa permettano di affrontare dubbi e domande che spesso accompagnano la
convivenza con le MICI. Rendere comprensibili il percorso diagnostico, gli strumenti di monitoraggio, le possibilità terapeutiche e le scelte assistenziali significa favorire una partecipazione più consapevole del paziente al proprio percorso di cura.
Questi incontri aiutano i pazienti a comprendere meglio la malattia e le cure, ma sono utili anche ai professionisti sanitari, che possono ascoltare direttamente le difficoltà incontrate nella vita di tutti i giorni.
Il dialogo con l’associazione offre inoltre un’occasione per capire dove servano più informazioni e come facilitare l’orientamento tra i servizi.
La giornata, introdotta da Daniela Pugliese con un aggiornamento sullo stato dell’arte delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) nel 2026, si è articolata in tre sessioni tematiche, affrontando alcuni aspetti centrali del percorso assistenziale.
La prima sessione è stata dedicata al monitoraggio del paziente con IBD, con approfondimenti su endoscopia, ecografia e radiologia di II livello. In questa prima parte è stato affrontato anche l’iter diagnostico, chiarendo le indicazioni e i tempi di esecuzione dei diversi esami e cercando di rispondere ai dubbi e alle domande che i pazienti si pongono più spesso. È stato inoltre illustrato il ruolo di questi strumenti nel definire il quadro clinico, valutare l’andamento della malattia e orientare le scelte terapeutiche.
La seconda sessione ha affrontato il percorso del paziente con IBD nelle situazioni di urgenza, attraverso due casi clinici: la gestione di un quadro di colite acuta grave e quella di un paziente con malattia di Crohn sub-occlusiva. La tavola rotonda ha illustrato i percorsi interni all’Isola Tiberina e il contributo delle diverse figure professionali alla diagnosi, al trattamento e all’assistenza. I casi discussi hanno mostrato come il lavoro d’équipe aiuti a interpretare le presentazioni cliniche più complesse e a scegliere gli accertamenti e le cure più appropriati. Il coordinamento tra i professionisti consente di intervenire tempestivamente e di dare continuità all’assistenza, offrendo al paziente riferimenti chiari nelle diverse fasi del percorso.
La terza sessione ha infine preso in esame alcune situazioni speciali nella vita delle persone con MICI: la gravidanza, la gestione del paziente con stomia e la prevenzione e il trattamento delle infezioni. Temi che evidenziano quanto sia importante considerare la persona nella sua complessità, andando oltre il solo controllo dei sintomi e dell’attività della malattia.
L’incontro ha confermato il valore della collaborazione tra comunità scientifica e associazioni di pazienti per migliorare l’assistenza alle persone con malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa. L’associazione può essere un punto di forza per il paziente, soprattutto sul territorio: mette in relazione persone, professionisti e servizi, aiuta a chiarire i dubbi e a orientarsi verso le strutture più appropriate alle proprie esigenze. Una rete che può facilitare l’accesso alle cure e offrire un sostegno anche nelle difficoltà quotidiane legate alla malattia.















